Novità: Bibi Gratez, sempre fuori dagli schemi

Il pensare fuori dagli schemi è una di quelle condizioni non negoziabili per un’artista: è una qualità costante che si trova nel suo modo di pensare, di agire e di interpretare. Quando conosci Bibi Graetz ti rendi conto che questa filosofia è stata il perno della sua vita, prima d’artista e poi di vignaiolo. Un fil rouge che l’ha portato a creare un’azienda tra le più apprezzate al mondo, ambasciatrice della Toscana più autentica ed elegante. Siamo felici di dare il benvenuto a Bibi Graetz e alle sue iconiche bottiglie nel nostro catalogo Meregalli Wines.

Novità: Bibi Graetz

L’arte nel DNA

La storia di Bibi è strettamente legata all’arte, che scorre letteralmente nelle sue vene, è un segno indelebile e riconoscibile nel DNA di famiglia. Il nonno, norvegese di origine, era un’artista, suo padre uno scultore. Bibi si laurea all’Accademia delle Belle Arti di Firenze ma ben presto si accorge che la sua vera passione ha sì colori e sfumature, ma sono quelle rosse del Sangiovese e dorate dell’Ansonica. La sede della cantina si identifica in pochissimo: il Castello di Vincigliata, sulle colline appena fuori Firenze, di proprietà della famiglia Graetz. Siamo nel 2000: così inizia la sua avventura enologica.

Il vino viene prodotto inizialmente dai vigneti di famiglia, poi pian piano da altre vigne sparse e ricercate nella Toscana, nelle colline fiorentine e nella zona del Chianti, con alcune regole ben precise: piante vecchie, varietà autoctone, soprattutto Sangiovese, e altitudini elevate. L’insieme di queste caratteristiche rappresenta il timbro stilistico dei vini di Bibi. Il Soffocone di Vincigliata, vino storico e a suo modo goliardico, e uno dei primi esempi dell’idea di Bibi Graetz: un Sangiovese che gioca su finezza ed eleganza. Testamatta e Colore sono invece la sublimazione della sua filosofia, due vini dove l’essenzialità del vitigno emerge nella sua identità più profonda

Novità: Bibi Graetz

L’Isola del Giglio

Bibi però non si ferma. Spinto dai ricordi d’infanzia parte alla volta dell’Isola del Giglio, dove trascorreva le vacanze estive da bambino, e qui inizia a sperimentare con l’autoctono di questa terra, l’Ansonica. Il panorama è di quelli che lasciano il segno: vigne terrazzate a picco sul mare,  luoghi impervi dove la viticoltura è davvero eroica. Queste premesse danno vita ai due bianchi della cantina, Testamatta Bianco e Colore Bianco, figli di vigneti secolari sferzati dal vento, dalla salsedine, dove il sole picchia ma senza bruciare e le radici scavano su roccia, sabbia e scogli.

Novità: Bibi Graetz

Nuova cantina con vista

Bibi però non si ferma ancora, parte 2. Il Castello di Vincigliata incomincia a stargli stretto e si muove per cercare una nuova sede per la sua cantina. La ricerca non è semplice, i posti che trova non fanno scattare quella scintilla che mette in moto la sua arte. Fino al 2019. A Fiesole, proprio nella piazza principale, acquisisce lo storico Hotel Aurora, ex teatro inglese costruito a fine 800. Di fianco, altro posto storico, il Blu Bar, discoteca dove si ritrovavano i giovani fiorentini. L’insieme dei due è la nuova cantina di Bibi Graetz. Qui, dal 2023, dopo la ristrutturazione, prendono vita i suoi vini, tra le stanze dell’hotel, la sala da ballo, pavimenti in marmo e opere d’arte di Bibi e della famiglia. Il tutto con una vista unica sui tetti di Firenze, con la Cupola del Brunelleschi in primo piano, come a sottolineare una continuità artistica ideale.

Il metodo di Bibi

Il metodo di lavoro in cantina si riflette poi sui vini: fermentazioni spontanee, barrique aperte, follature manuali e legni vecchi sono gli strumenti che sono alla base di ogni bottiglia. Le parcelle vengono vinificate separatamente per poi essere assemblate nelle diverse creazioni. L’immagine che viene in mente è una tavolozza di colori e l’opera d’arte finale è il vino. Le etichette fanno parte di questo processo. Impattanti e uniche, disegnano sulle bottiglie l’arte di Bibi. Per riuscire a creare vini sempre più in linea con la sua filosofia, recentemente sono stati acquistati 80 ettari destinati ai nuovi vigneti a 500 metri d’altezza non lontano da Fiesole. Una zona particolarmente vocata, dove il vento non smette mai di soffiare e dove Firenze si vede in lontananza, a ricordare il legame tra Bibi e la sua terra.